venerdì 3 febbraio 2012

KS LUNA. Secondo freeware di casa KSG

Finalmente dopo tante attese e rinvii KS LUNA è ufficialmente il secondo software freeware della divisione KSG  Software Company. 
KS LUNA è un programma semplice che permette di salvare in modo sicuro e indiscreto le entrate e uscite per lavoro/commessa e per cliente e gli eventuali crediti residui da riscuotere. Attualmente è disponibile in versione desktop freeware e in versione su pendrive al seguente indirizzo: http://www.ksgestionali.it/ksg/software-he/ks-luna.html
La storia.
Nasce da una costola di KS Office, gestionale completo in grado di gestire anche gli incassi di una commessa/lavoro.
Come programma a se stante prende forma da una richiesta di personalizzazione di un gioielliere campano, allettato dalla possibilità di "segnarsi" in modo semplice e ordinato le somme dovute da ciascun  cliente. 
Conclusioni
KS LUNA è destinato ad avere successo e a seguire le orme di KS Fattura? Segnerà le stesse tappe del popolare gestionale di fatturazione della KSG software freeware  oggi utilizzato da più di 7.000 professionisti, artigiani e piccole aziende e società di servizi italiane? Vedremo, le premesse ci sono, il mio invito è quello di provarlo! clicca qui per il download gratuito.

sabato 14 gennaio 2012

Il Cloud in azione: le Google Apps


Dal sito Google App per lo studio tecnico by Kosmos Group (sito realizzato dalla Kosmos Group utilizzando il servizio di Google Sites) segnaliamo un interessante video sulle enormi potenzialità di Google Apps
Il video rappresenta una sintesi (di poco più di tre minuti) su come si possono archiviare i files sul Cloud,  modificare  online un documento  nello stesso tempo da più utenti (colleghi e/o collaboratori) e come si creano i siti progetto o cliente utilizzando i files precedentemente caricati nell'archivio.
Alla modifica del file, in automatico le stesse si ripercuotano nei vari siti in cui è presente il file. 
Guardare il video è più semplice che capire quanto fino ad ora esposto:

l video e diviso in tre parti:
Prima parte. Docs. Modalità di carico files e cartelle nell'archivio digitale del'azienda o studio, sia con il comando trascina files che con quello di upload. inoltre viene illustrato le semplicità di organizzazione dei files.

Seconda parte. Docs. Visualizzazione dei files caricati e lavoro direttamente sui documenti (files). Condivisione e lavoro in tempo reale con un collaboratore (collega). inserimento note e commenti.

Terza parte. Sites. Comunicazione e visualizzazione dei documenti caricati nel nell'archivio digitale dell' azienda o studio (Docs) tramite un SITO "privato" da far vedere al cliente o per tenere sotto controllo un progetto con i colleghi. 
Al prossimo video buon Cloud a tutti! 
Al prossimo post! ......... ah dimenticavo, i commenti ai post sono gratuiti, aspettiamo il tuo!

mercoledì 4 gennaio 2012

Google e digital divide. Un progetto per l'Italia.

 
Solo 15 anni fa sono comparsi i primi browser e da allora Internet ha vissuto un periodo di espansione travolgente, tanto che attualmente un terzo della popolazione mondiale ha accesso alla Rete. Internet è diventata una tecnologia pervasiva, come a suo tempo lo sono stati il motore a vapore o l’elettricità. Dal punto di vista economico, il Web è un fattore trainante dell’economia globale, che collega luoghi e persone e permette alle aziende di ottimizzare i propri modelli di business. Dal punto di vista sociologico, ha straordinariamente aumentato l’accesso e la condivisione delle informazioni: i nuovi servizi resi disponibili dalla Rete esercitano un forte impatto sulla società, influenzando la vita di relazione (con i social network), la contabilità familiare (con i servizi bancari e finanziari online), i canali di comunicazione (con la telefonia via Internet) o i comportamenti d’acquisto (con l’e-commerce o i siti che confrontano i prezzi), fino alle modalità in cui si scambiano le idee e si risolvono i problemi (con i blog e i forum).
Oggi, nei paesi che sfruttano intensamente il potenziale di Internet, l’economia digitale sta già
producendo benefici notevoli in termini di contribuzione diretta al PIL nazionale. In Svezia e nel
Regno Unito, per esempio, il contributo diretto al PIL di Internet è superiore al 5%, senza contare i notevoli benefici aggiuntivi in termini di creazione netta di posti di lavoro o di sviluppo delle piccole e medie imprese e delle loro esportazioni, a cui si sommano anche i contributi indiretti al PIL (pensiamo agli acquisti effettuati nei punti vendita tradizionali ma favoriti dalla ricerca online) e l’offerta di un surplus di valore agli utenti di Internet sotto forma di servizi offerti gratuitamente.
L’Italia ha svolto un ruolo di primo piano nel panorama digitale degli anni Novanta, ottenendo
risultati di rilievo nell’offerta di servizi online: dal lancio della prima Webmail, allo sviluppo di motori di ricerca, fino alla creazione di uno degli Internet Service Provider (ISP) ad accesso gratuito con più rapida crescita al mondo e alla realizzazione di un portale turistico di grande popolarità. In quegli anni, sono stati inoltre messi a punto progetti ambiziosi per lo sviluppo di una rete di connessione in fibra ottica.
Le premesse positive degli anni Novanta hanno però lasciato il posto al rallentamento degli anni Duemila. Nell’ultimo decennio, la capacità dell’Italia di sviluppare servizi digitali innovativi e best practice di portata internazionale è progressivamente calata e Internet è ancora un’opportunità poco sfruttata in Italia: l’impatto diretto dell’economia digitale sul PIL ammonta a circa il 2%, ben al di sotto di quello di molti altri paesi dell’OCSE.
Invertire questa tendenza, rilanciando la capacità di innovare in ambito digitale, costituisce un’opportunità imperdibile per il nostro paese, se consideriamo che dal 2005 l’economia digitale ha costituito una porzione rilevante della crescita economica (pari a circa il 14%). "tratto dal report del DAG"
Google assieme ad altri 30 partner  (organizzazioni, aziende private e pubbliche e università), partecipa all'iniziativa promossa dall’American Chamber of Commerce in Italy. L’obiettivo dell'iniziativa è quello di favorire iniziative orientate allo sviluppo dell’economia digitale del nostro Paese. Per chi volesse approfondire l'argomento segnalo il sito dell'organizzazione  Digital Advisory Group (DAG)  http://www.digitaladvisorygroup.it



sabato 31 dicembre 2011

Il web. Visibilità per gli studi tecnici.


La promozione delle attività professionali su internet è un passaggio obbligato. La maggiore competitività e la larghissima diffusione di connettività a basso costo impone una presenza sul web.


La legge dei grandi numeri.
Secondo Audiweb Trends, a fine 2011 gli italiani con un accesso a internet sono 27 milioni.
In media si connettono quasi 13 milioni, che hanno passato online un’ora e 22 minuti al giorno.
Il 62,4% delle famiglie italiane con almeno un componente fino ai 74 anni (13,2 milioni) ha un accesso a internet da casa.
1 Italiano su 5 (9,3 milioni di Italiani tra gli 11 e i 74 anni) si collega tramite un cellulare, uno smartphone, un palmare o un tablet, facendo registrare un aumento del 74% rispetto allo scorso anno 2010 (mentre l’aumento delle connessioni dai PC fa registrare solo un + 8,5%).
Se i numeri parlano chiaro non c’è motivo ancora di attendere oltre anche perché sono caduti gli ultimi retaggi corporativi legati a vincoli pubblicitari.
I vincoli sono cessati anche in anche in ambito sanitario, notoriamente più restio alla concorrenza. Ormai sono passati alcuni anni dal 12 gennaio 2010, quando con la pronuncia n. 16 il T.A.R. dell’Emilia Romagna sancì l’ illegittimità della delibera con cui un Ordine professionale ha intimato ad alcune società di cessare le iniziative pubblicitarie intraprese in merito alla loro attività professionale in ambito odontoiatrico.


Investire sulla rete (adesso) per guadagnare visibilità rispetto ai Vostri competitor.

Più del 70% degli utenti cerca le informazioni di cui ha bisogno sulla rete? Forse in questo preciso istante anche tu ci hai cercato perchè a caccia di informazioni.......e allora perche' non apri il tuo studio virtuale su internet?
Attraverso il web è infatti possibile comunicare - senza limiti geografici o costi di stampa - la propria filosofia lavorativa, il profilo dell'azienda, la qualità dei servizi offerti. Ogni messaggio lanciato contribuisce a costruire l'immagine virtuale dello Vostro studio, e quest'operazione ha tanto più successo quanto più consensi raccoglie e quanto più aderisce alla realtà.
Rispettando questi principi non può che instaurarsi e consolidarsi un rapporto di fiducia e fidelizzazione con i clienti.

Negli ultimi anni il costo della visibilità sul web, essere cioè presenti in internet con un proprio spazio, si è molto ridotto se non addirittura azzerato. Sono molti infatti i servizi web gratuiti da cui veicolare la propria immagine, i servizi le attività.
Esempi noti e molto alla moda sono i social network tra cui il notissimo Facebook o Twitter o il nuovo Google +, cosi come esistono servizi per creare siti Web gratuiti (esistono veramente tanti servizi se siete interessati vi farò avere una lista dettagliata, scrivetemi sulla mia casella di posta armocida@kosmosgroup.it).
Ovviamente passione,  calma e tanto impegno si possono realizzare progetti comunicativi interessanti sfruttando tali risorse gratuite ed essere presenti sul web e dare al contempo un'immagine professionale.
Quello che costa, anche nei servizi commerciali, non è l'infrastruttura in se ma il servizio. Costruire l'immagine dello studio su internet nel giusto modo, essere quindi efficacie e remunerativa non è da tutti.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi a professionisti del settore!

mercoledì 14 dicembre 2011

Internet medicina anti-crisi?


La digitalizzazione della pubblica amministrazione vale 43 miliardi di minori spese ogni anno. Questa è la sintesi della ricerca dell'Osservatorio ICT e Management del Politecnico di Milano.
L'investimento in tecnologia può far risparmiare fino a 43 miliardi di euro l'anno alla pubblica amministrazione e garantire  a tutto il Paese una crescita del Pil di poco inferiore al punto percentuale.
Pensate che investire in tecnologia possa anche far risparmiare le PMI? e agli studi professionali?
L’informatizzazione nei processi gestionali ed organizzativi può far risparmiare?
Si può risparmiare tempo, denaro, essere più efficienti e competitivi adottando nuovi servizi informatici?
I servizi cloud  vanno in questa direzione?
Una recente indagine "Cloud adoption, benefits and strategy" condotta da IDG per conto di NetApp mostra come sempre più aziende scelgano il cloud per la crescita del proprio business.
Il sondaggio, che ha coinvolto 113 membri del CIO Forum su Linkedin, fotografa una realtà di forte crescita per la "nuvola” all'interno di aziende sia grandi che piccole. I vantaggi maggiormente comprovati sono: maggiore flessibilità, riduzione dei costi.

Ma cos’è il cloud?
La tecnologia cloud consente di utilizzare qualsiasi tipo di documento senza aver bisogno di chiavette Usb, hard disk e archivi digitali.

Come funziona?
Anziché sul computer, i software vengono installati direttamente sulla rete, in una sorta di «nuvola». I dati che fino ad oggi venivano salvati sui pc saranno decentrati su vari server: giganteschi archivi digitali a cui l’utente può accedere grazie al browser e alle applicazioni. In concreto: invece di archiviare la nostra musica e i nostri documenti sul computer di casa, li depositeremo su Internet e potremo consultarli con diversi dispositivi.

Quali sono i vantaggi per gli utenti?
Rinunciando a chiavette Usb e dispositivi mobili si risparmia spazio e si viaggia leggeri. Ma soprattutto, con la tecnologia cloud si possono creare degli archivi raggiungibili in qualunque momento. Dalle fotografie delle vacanze ai documenti aziendali fino alle cartelle sanitarie: tutto è a portata di smartphone. 

Quanto vale il business del cloud computing?
Secondo gli esperti di Microsoft il mercato potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di dollari di ricavi entro il 2013, e l’utilizzo della tecnologia cloud potrà creare, nel giro di pochi anni, più di 100mila nuove imprese soltanto in Europa, con un incremento del Prodotto interno lordo dello 0,3 per cento.

Come sta affrontando l’Italia la rivoluzione cloud?
L’Italia è un Paese sempre più tecnologico: nel 2010 le famiglie con un computer in casa sono aumentate di un milione rispetto al 2009 e l’uso della banda larga per accedere a Internet è cresciuto di nove punti percentuali. Secondo la società di ricerca Idc, un quarto delle nostre aziende entro la fine del 2011 adotterà soluzioni legate alla «nuvola», mettendo in moto un giro d’affari che vale oltre 280 milioni di euro.

Come cambia nella pratica la vita quotidiana di coloro che utilizzano questi dispositivi?
Molto, e in campi diversissimi. I medici dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, per esempio, hanno una casella postale e un database in remoto a cui possono collegarsi in ogni momento per interagire con i colleghi, come in un piccolo Facebook della Sanità. In futuro, ogni paziente sarà dotato di una identità clinica, un profilo con tutte le informazioni sulla sua salute, accessibile in ogni momento da tutti gli ospedali collegati.

Lo studio tecnico potrà utilizzare i servizi cloud?
Si, certamente. 
Di recente la Kosmos Group a messo in rete un portale dedicato ai servizi cloud offerti da google. Nel portale sono stati riassunti i punti chiave con riferimenti ad esempi praatici. Per chi interessato può approfondire l'argomento su :

le apps per lo studio tecnico


sabato 5 novembre 2011

Tutti i miei indirizzi di posta (anche quella certificata) in uno

Salve, mi presento sono Giuseppe Armocida, Architetto/Urbanista esperto in sistemi informativi territoriali. Socio e account manager della Kosmos Group.
Per esigenze aziendali ho dovuto abbandonare il servizio di posta di Outlook per adottare Gmail for business (25 GB di spazio e in più servizio "postini", archiviazione sicura dei messaggi).
Il passaggio, oltre ad essere stato indolore, conservazione totale 100% della corrispondenza, ha generato un enorme salto di qualità:
  1. Leggo la mia posta ovunque mi trovo (anche fuori ufficio) e con qualunque dispositivo connesso ad internet (smartphone);
  2. Non perdo più tempo ad andare a controllare la posta negli altri indirizzi mail (armocida.g@libero.it, armocida@hotmail.com, ecc) perché la leggo direttamente dalla mia attuale casella di posta.
  3. Cosa assai importante, leggo e spedisco posta certificata. Non ho cambiato il mio indirizzo PEC, bensì utilizzo Gmail per leggere e spedire mail certificate. All'esterno conservo il nome del mio "vecchio" indirizzo PEC.
Del servizio Gmail (in parte) se ne è occupato anche la redazione di professione architetto redigendo un test comparato con altri servizi di posta ed è emerso che:
"C'è un meccanismo ...che ci permette di scaricare la posta di altre caselle e far confluire tutto in un unico elenco. Quasi tutti i sistemi sono in grado di leggere caselle di posta normali, mentre non tutti possono leggere le caselle di Posta Elettronica Certificata. Abbiamo verificato che il meccanismo è possibile per GMail, Hotmail, Libero o Tiscali. E in un solo caso (GMail) è possibile anche spedire, proprio come un client di posta, ma sul web."


Sono a disposizione dei colleghi che volessero maggiori informazioni in merito. Contattatemi pure su armocida@kosmosgroup.it