sabato 31 dicembre 2011

Il web. Visibilità per gli studi tecnici.


La promozione delle attività professionali su internet è un passaggio obbligato. La maggiore competitività e la larghissima diffusione di connettività a basso costo impone una presenza sul web.


La legge dei grandi numeri.
Secondo Audiweb Trends, a fine 2011 gli italiani con un accesso a internet sono 27 milioni.
In media si connettono quasi 13 milioni, che hanno passato online un’ora e 22 minuti al giorno.
Il 62,4% delle famiglie italiane con almeno un componente fino ai 74 anni (13,2 milioni) ha un accesso a internet da casa.
1 Italiano su 5 (9,3 milioni di Italiani tra gli 11 e i 74 anni) si collega tramite un cellulare, uno smartphone, un palmare o un tablet, facendo registrare un aumento del 74% rispetto allo scorso anno 2010 (mentre l’aumento delle connessioni dai PC fa registrare solo un + 8,5%).
Se i numeri parlano chiaro non c’è motivo ancora di attendere oltre anche perché sono caduti gli ultimi retaggi corporativi legati a vincoli pubblicitari.
I vincoli sono cessati anche in anche in ambito sanitario, notoriamente più restio alla concorrenza. Ormai sono passati alcuni anni dal 12 gennaio 2010, quando con la pronuncia n. 16 il T.A.R. dell’Emilia Romagna sancì l’ illegittimità della delibera con cui un Ordine professionale ha intimato ad alcune società di cessare le iniziative pubblicitarie intraprese in merito alla loro attività professionale in ambito odontoiatrico.


Investire sulla rete (adesso) per guadagnare visibilità rispetto ai Vostri competitor.

Più del 70% degli utenti cerca le informazioni di cui ha bisogno sulla rete? Forse in questo preciso istante anche tu ci hai cercato perchè a caccia di informazioni.......e allora perche' non apri il tuo studio virtuale su internet?
Attraverso il web è infatti possibile comunicare - senza limiti geografici o costi di stampa - la propria filosofia lavorativa, il profilo dell'azienda, la qualità dei servizi offerti. Ogni messaggio lanciato contribuisce a costruire l'immagine virtuale dello Vostro studio, e quest'operazione ha tanto più successo quanto più consensi raccoglie e quanto più aderisce alla realtà.
Rispettando questi principi non può che instaurarsi e consolidarsi un rapporto di fiducia e fidelizzazione con i clienti.

Negli ultimi anni il costo della visibilità sul web, essere cioè presenti in internet con un proprio spazio, si è molto ridotto se non addirittura azzerato. Sono molti infatti i servizi web gratuiti da cui veicolare la propria immagine, i servizi le attività.
Esempi noti e molto alla moda sono i social network tra cui il notissimo Facebook o Twitter o il nuovo Google +, cosi come esistono servizi per creare siti Web gratuiti (esistono veramente tanti servizi se siete interessati vi farò avere una lista dettagliata, scrivetemi sulla mia casella di posta armocida@kosmosgroup.it).
Ovviamente passione,  calma e tanto impegno si possono realizzare progetti comunicativi interessanti sfruttando tali risorse gratuite ed essere presenti sul web e dare al contempo un'immagine professionale.
Quello che costa, anche nei servizi commerciali, non è l'infrastruttura in se ma il servizio. Costruire l'immagine dello studio su internet nel giusto modo, essere quindi efficacie e remunerativa non è da tutti.
Il mio consiglio è quello di rivolgersi a professionisti del settore!

mercoledì 14 dicembre 2011

Internet medicina anti-crisi?


La digitalizzazione della pubblica amministrazione vale 43 miliardi di minori spese ogni anno. Questa è la sintesi della ricerca dell'Osservatorio ICT e Management del Politecnico di Milano.
L'investimento in tecnologia può far risparmiare fino a 43 miliardi di euro l'anno alla pubblica amministrazione e garantire  a tutto il Paese una crescita del Pil di poco inferiore al punto percentuale.
Pensate che investire in tecnologia possa anche far risparmiare le PMI? e agli studi professionali?
L’informatizzazione nei processi gestionali ed organizzativi può far risparmiare?
Si può risparmiare tempo, denaro, essere più efficienti e competitivi adottando nuovi servizi informatici?
I servizi cloud  vanno in questa direzione?
Una recente indagine "Cloud adoption, benefits and strategy" condotta da IDG per conto di NetApp mostra come sempre più aziende scelgano il cloud per la crescita del proprio business.
Il sondaggio, che ha coinvolto 113 membri del CIO Forum su Linkedin, fotografa una realtà di forte crescita per la "nuvola” all'interno di aziende sia grandi che piccole. I vantaggi maggiormente comprovati sono: maggiore flessibilità, riduzione dei costi.

Ma cos’è il cloud?
La tecnologia cloud consente di utilizzare qualsiasi tipo di documento senza aver bisogno di chiavette Usb, hard disk e archivi digitali.

Come funziona?
Anziché sul computer, i software vengono installati direttamente sulla rete, in una sorta di «nuvola». I dati che fino ad oggi venivano salvati sui pc saranno decentrati su vari server: giganteschi archivi digitali a cui l’utente può accedere grazie al browser e alle applicazioni. In concreto: invece di archiviare la nostra musica e i nostri documenti sul computer di casa, li depositeremo su Internet e potremo consultarli con diversi dispositivi.

Quali sono i vantaggi per gli utenti?
Rinunciando a chiavette Usb e dispositivi mobili si risparmia spazio e si viaggia leggeri. Ma soprattutto, con la tecnologia cloud si possono creare degli archivi raggiungibili in qualunque momento. Dalle fotografie delle vacanze ai documenti aziendali fino alle cartelle sanitarie: tutto è a portata di smartphone. 

Quanto vale il business del cloud computing?
Secondo gli esperti di Microsoft il mercato potrebbe raggiungere gli 800 miliardi di dollari di ricavi entro il 2013, e l’utilizzo della tecnologia cloud potrà creare, nel giro di pochi anni, più di 100mila nuove imprese soltanto in Europa, con un incremento del Prodotto interno lordo dello 0,3 per cento.

Come sta affrontando l’Italia la rivoluzione cloud?
L’Italia è un Paese sempre più tecnologico: nel 2010 le famiglie con un computer in casa sono aumentate di un milione rispetto al 2009 e l’uso della banda larga per accedere a Internet è cresciuto di nove punti percentuali. Secondo la società di ricerca Idc, un quarto delle nostre aziende entro la fine del 2011 adotterà soluzioni legate alla «nuvola», mettendo in moto un giro d’affari che vale oltre 280 milioni di euro.

Come cambia nella pratica la vita quotidiana di coloro che utilizzano questi dispositivi?
Molto, e in campi diversissimi. I medici dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, per esempio, hanno una casella postale e un database in remoto a cui possono collegarsi in ogni momento per interagire con i colleghi, come in un piccolo Facebook della Sanità. In futuro, ogni paziente sarà dotato di una identità clinica, un profilo con tutte le informazioni sulla sua salute, accessibile in ogni momento da tutti gli ospedali collegati.

Lo studio tecnico potrà utilizzare i servizi cloud?
Si, certamente. 
Di recente la Kosmos Group a messo in rete un portale dedicato ai servizi cloud offerti da google. Nel portale sono stati riassunti i punti chiave con riferimenti ad esempi praatici. Per chi interessato può approfondire l'argomento su :

le apps per lo studio tecnico


sabato 5 novembre 2011

Tutti i miei indirizzi di posta (anche quella certificata) in uno

Salve, mi presento sono Giuseppe Armocida, Architetto/Urbanista esperto in sistemi informativi territoriali. Socio e account manager della Kosmos Group.
Per esigenze aziendali ho dovuto abbandonare il servizio di posta di Outlook per adottare Gmail for business (25 GB di spazio e in più servizio "postini", archiviazione sicura dei messaggi).
Il passaggio, oltre ad essere stato indolore, conservazione totale 100% della corrispondenza, ha generato un enorme salto di qualità:
  1. Leggo la mia posta ovunque mi trovo (anche fuori ufficio) e con qualunque dispositivo connesso ad internet (smartphone);
  2. Non perdo più tempo ad andare a controllare la posta negli altri indirizzi mail (armocida.g@libero.it, armocida@hotmail.com, ecc) perché la leggo direttamente dalla mia attuale casella di posta.
  3. Cosa assai importante, leggo e spedisco posta certificata. Non ho cambiato il mio indirizzo PEC, bensì utilizzo Gmail per leggere e spedire mail certificate. All'esterno conservo il nome del mio "vecchio" indirizzo PEC.
Del servizio Gmail (in parte) se ne è occupato anche la redazione di professione architetto redigendo un test comparato con altri servizi di posta ed è emerso che:
"C'è un meccanismo ...che ci permette di scaricare la posta di altre caselle e far confluire tutto in un unico elenco. Quasi tutti i sistemi sono in grado di leggere caselle di posta normali, mentre non tutti possono leggere le caselle di Posta Elettronica Certificata. Abbiamo verificato che il meccanismo è possibile per GMail, Hotmail, Libero o Tiscali. E in un solo caso (GMail) è possibile anche spedire, proprio come un client di posta, ma sul web."


Sono a disposizione dei colleghi che volessero maggiori informazioni in merito. Contattatemi pure su armocida@kosmosgroup.it

venerdì 4 novembre 2011

Le Apps per lo studio tecnico.


Nuove opportunità per la gestione dello studio tecnico. Le Apps
A breve un post sulla collaborazione e condivisione negli studi tecnici


work in progress

giovedì 3 novembre 2011

Lo studio tecnico versione 2.0: tra vecchie convinzioni e nuove certezze.

Questo post, senza tante pretese, descrive in sintesi la situazione, largamente diffusa negli attuali studi tecnici italiani, rispetto l'adozione di piccoli accorgimenti gestionali e alla poca propensione verso le tante opportunità offerte dai nuovi modi di comunicare e collaborare scaturite da applicazioni web di ultima generazione. In pratica, gestire lo studio tecnico in versione 2.0.

… sulla gestione degli archivi.
Spesso, molti studi tecnici, si trovano sommersi, un po per naturale deformazione professionale, un po’ per disposizioni legislative, da una elevata quantità di carte ... disegni, relazioni, elaborati di vario tipo, ecc.
Lo stesso dicasi per l'archivio digitale, tante cartelle, tante sotto cartelle, tanti files spesso poco organizzati.
Alla richiesta: "trovami un documento ..., l'ultima versione della relazione tecnica, pratica Rossi ..". Tragedia .. !!!! Non si trova, oppure, ci si accontenta del file della prima versione rimediato in extremis, o nella migliore delle ipotesi, si trova il file dopo una estenuante ricerca di archivio. Per altro non di rado, difficoltà di ogni genere, possono manifestarsi nelle operazioni di backup. La tanto famigerata copia manuale o semi-automatica dell'archivio digitale.

... Sulla collaborazione e comunicazione.
Un dato di fatto. Dal primo servizio mail trovato o suggerito dal collega "mionome@libero.it", piuttosto che "mionome@tiscali.it" ecc. non si é più andati avanti. Con le email la comunicazione é si immediata, ma non in tempo reale e l'invio di files di grosse dimensioni (come spesso capita di dover fare) diventa un problema.
Pensate l'assurdo, grazie alla tecnologia si annullano le distanze (video conferenze, corsi online. ecc...) e per collaborare con un collega che non si trova in ufficio siamo costretti ad arrangiarci faticosamente con estenuanti e reiterati invii di versioni di files del nostro lavoro, o piuttosto uscire dallo studio, immettersi nel traffico per raggiungere di persona il nostro collega. Impegnare ore del nostro prezioso tempo per non risolvere nell'immediato il problema, aver collaborato poco e male; vale a dire non aver terminato il lavoro o averlo fatto utilizzando un tempo maggiore rispetto la complessità del lavoro stesso.
Che dire dei mezzi di comunicazione utilizzati o piuttosto del modo in cui lo studio viene proiettato all'esterno. In un mondo dove le telecomunicazioni sono in continuo miglioramento gli studi si "accontentano" del passaparola.
Per non parlare dell'immagine dello studio che traspare all'esterno, come viene percepito lo studio dai "nuovi" clienti. Nella stagione dei social network e degli smartphone, della connessione internet super veloce, della fibra ottica, del wifi, in sostanza del moderno mondo delle telecomunicazioni digitale, il più delle volte accessibili a bassissimo costo, lo studio tecnico non é presente su internet, non lo utilizza come mezzo di lavoro diretto o lo utilizza in minima parte.

... Sulla gestione.
Molto spesso si sente dire "noi con excel gestiamo tutto lo studio" clienti, riferimenti all'archivio, preventivi, spese e guadagni, tutto con excel o word, salvo poi non trovare i files, oppure inventarsi strani e rudimentali sistemi di protezione! password, cartelle criptate ecc. Questo sistema routinario ha implicitamente elevati livelli di rischio di errori e soprattutto di corruzione dei files.
Alla domanda "ha mai pensato di dotarsi di strumenti adeguati, per la gestione dello studio?" il 90% degli studi tecnici risponde banalmente con: "ho pochi clienti", "posso continuare a lavorare come ho sempre fatto". Affermazioni discutibili, come se strumenti per l'organizzazione possano essere dipesi dal portafoglio clienti.
Sembra quasi che per decidere di essere organizzati (in modo tecnologicamente avanzati) si debba superare una soglia minima di clienti. Poco male se nel gestire i "pochi clienti", o per recuperare dati di varia natura, lavori, ecc. si debba impegnare più tempo del dovuto in mansioni che poco hanno a che fare con la professione, che anzi la ostacolano. Di converso tutto questo si traduce in perdita denaro e o di tempo libero, di attività sociale.
Paradossalmente più sono "pochi" i clienti da gestire più impieghiamo tempo per farlo. infatti, in tutte le operazioni che attingono alla sfera dell'organizzazione gestionale, i passaggi ricorsivi, più sono poco frequenti, più sale la propensione all'errore e alla perdita di tempo.

..... una prima conclusione.
In definitiva, oltre ad un CAD e a qualche altro software professionale di natura strettamente specialista, non vengono considerati altri strumenti utili per lo studio. Gli avanzamenti tecnologici legati al mondo delle telecomunicazioni non si conoscono o non si sa il modo di utilizzarli per il proprio lavoro. In sostanza restano fuori la porta dello studio tecnico. E il mondo intanto cambia e se qualcuno lo fa notare, molti continueranno a sostenere che ho "pochi clienti" e o "tanto lo faremo uguale".